DIFFIDA ALL’INPS PER IL RIMBORSO DELLE PENSIONI A SEGUITO DI SENTENZA DELLA CORTE COST.

In molti ci hanno chiesto come fare per ottenere celermente e giudizialmente il giusto rimborso della pensione non versata dall’INPS a seguito della pubblicazione della sentenza n. 70/2015 della Corte Costituzionale avverso i “tagli” della legge Fornero.

In effetti, erano già stati calcolati rimborsi su arretrati che, per fare un paio di esempi, per chi ha una pensione mensile di:

a) 1.500 euro al mese, vedeva un rimborso di poco più di 3.200 euro, calcolati fino al mese Maggio 2015;

b) 2.000 euro al mese, vedeva un rimborso di circa 4.000 euro, calcolati fino al mese di Maggio 2015.

Ebbene, tutto questo non sarà possibile, almeno in semplicità, perché, nel frattempo, il Governo ha emanato il D.L. 65/2015, che in pratica vanifica la sentenza della Corte, cancellando gli aumenti e gli arretrati con un polverone di norme che, a parere dei professionisti che abbiamo consultato, sono anticostituzionali almeno quanto quelle di cui alla legge Fornero.

Pare, difatti, che il decreto sia in palese contrasto con la sentenza della Corte, e comunque in contrasto con i seguenti articoli della Costituzione: art. 136 (efficacia delle sentenze della Corte), art. 36 (diritto alla giusta retribuzione), art. 38 (diritto alla adeguatezza della pensione), nonché art. 47 (tutela del risparmio).

E’ naturale, dunque, che la legge attualmente in vigore non consenta il rimborso alle cifre suddette.

Seguendo i sopra riferiti esempi, i pensionati, con l’attuale legge in vigore hanno diritto soltanto, rispettivamente, ad euro 830 circa ed euro 550 circa.

Una beffa! Risalterà subito agli occhi il fatto che chi abbia una pensione superiore, paradossalmente, possa ottenere un risarcimento inferiore!

La possibile soluzione ci sarebbe, vista l’apparente palese anticostituzionalità della nuova norma, ma è costosa e, per informazioni, vi invitiamo a Contattarci attraverso l’apposito modulo on line.

Qui di seguito, alleghiamo il testo del nuovo disposto normativo in tema di rivalutazioni delle pensioni dal 2013 ad oggi:

Disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR. (GU n.116 del 21-5-2015)

Vigente al: 21-5-2015

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

– Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

– Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di provvedere in materia di rivalutazione automatica delle pensioni al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015;

– Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di emanare disposizioni per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga e dei contratti di solidarietà al fine di sostenere e assistere la prosecuzione e il rilancio delle attività imprenditoriali;

– Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di garantire il valore dei trattamenti pensionistici e di razionalizzare e uniformare le procedure e i tempi di pagamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali al fine di sostenere i redditi dei cittadini e delle famiglie;

– Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di intervenire sul sistema delle garanzie connesse al finanziamento per l’anticipazione del trattamento di fine rapporto al fine di favorire la stipula degli accordi di finanziamento e l’accesso all’anticipazione da parte dei lavoratori;

– Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 18 maggio 2015;

– Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro dell’economia e delle finanze;
E m a n a

il seguente decreto-legge:

Capo I

Art. 1

Misure in materia di rivalutazione automatica delle pensioni

Al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015, nel rispetto del principio dell’equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza pubblica, assicurando la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche in funzione della salvaguardia della solidarietà intergenerazionale, all’articolo 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, sono apportate le seguenti modificazioni:

1) il comma 25 è sostituito dal seguente:

“25. La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, relativa agli anni 2012 e 2013, è riconosciuta:

a) nella misura del 100 per cento per i trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
b) nella misura del 40 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a quattro volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
c) nella misura del 20 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
d) nella misura del 10 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
e) non è riconosciuta per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all’importo complessivo dei trattamenti medesimi.”;
2) dopo il comma 25 è inserito il seguente:

“25-bis. La rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, relativa agli anni 2012 e 2013 come determinata dal comma 25, con riguardo ai trattamenti pensionistici di importo complessivo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS è riconosciuta:

a) negli anni 2014 e 2015 nella misura del 20 per cento;
b) a decorrere dall’anno 2016 nella misura del 50 per cento.”.
Le disposizioni di cui al presente articolo si riferiscono a ogni singolo beneficiario in funzione dell’importo complessivo di tutti i trattamenti pensionistici in godimento, inclusi gli assegni vitalizi derivanti da uffici elettivi.
Le somme arretrate dovute ai sensi del presente articolo sono corrisposte con effetto dal 1° agosto 2015.
Rimane ferma l’abrogazione del comma 3 dell’articolo 18 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 (1).
Restano fermi i livelli del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato fissati dall’articolo 1, comma 1, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. Il provvedimento di assestamento per l’anno 2015 e le previsioni di bilancio per gli anni successivi terranno conto degli effetti della richiamata sentenza della Corte costituzionale e del presente articolo.
1)

[3. A titolo di concorso al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, per il biennio 2012-2013, ai trattamenti pensionistici superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS, la rivalutazione automatica delle pensioni, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, non e’ concessa, con esclusione della fascia di importo inferiore a tre volte il predetto trattamento minimo INPS con riferimento alla quale l’indice di rivalutazione automatica delle pensioni e’ applicato, per il predetto biennio, secondo il meccanismo stabilito dall’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, nella misura del 70 per cento. Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base della normativa vigente, l’aumento di rivalutazione e’ comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato. ]

Comma sostituito dall’articolo 1, della legge 15 luglio 2011, n. 111, in sede di conversione e successivamente abrogato dall’articolo 24, comma 25, del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201.

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